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Bertolani e Casali: in poche settimane Scandiano perde due storici produttori locali di vino

Questo 2020 si porta via anche due nomi importanti nel settore viti-vinicolo della collina reggiana, ben noti ai collezionisti di capsule di vino frizzante.


Venerdì 25 settembre 2020 per un malore improvviso se n’è andato Giancarlo Bertolani, 79 anni, imprenditore e proprietario delle Cantine Alfredo Bertolani di Scandiano (RE).
Esattamente un secolo fa, nel 1920, fu appunto Alfredo Bertolani a dare il via ai lavori per la costruzione della cantina, che vide la luce 5 anni dopo. Il figlio Vincenzo gli successe alla guida e portò il nome Bertolani all’eccellenza soprattutto della Spergola, il vitigno tipico della zona scandianese. Fu però con l’entrata in azienda di Giancarlo, nipote del fondatore, che la Cantina Bertolani spiccò il volo, facendosi un nome anche all’estero (i vini aziendali debuttarono alla Fiera di Londra del 1977) per l’attività professionale giunta ora alla sua quarta generazione grazie ad una tradizione che si è tramandata di padre in figlio.
Il Sindaco di Scandiano lo ricorda come “uomo conosciuto e ben voluto a Scandiano, che ha saputo rilanciare l’intuizione del padre Alfredo portando la sua cantina e i suoi prodotti a livelli di eccellenza assoluti. La cantina rimane comunque in ottime mani anche per il futuro, ma Scandiano ha perso un testimone eccellente in Italia e nel mondo”.
Da tempo infatti aveva passato il testimone ai figli Nicola, Andrea ed Elena, ma continuava a frequentare la sua cantina, essendo un punto di riferimento non solo all’interno, ma di tutta la comunità scandianese che si è stretta forte alla famiglia dimostrando vicinanza e affetto.

Bertolani Alfredo

 

Ma il mondo dell’enologia scandianese – e non soltanto – dopo poche settimane ha perso anche un’altra figura storica: all’età di 85 anni alla fine di novembre a causa di una grave malattia si è spento anche Massimo Casali. La sua famiglia ha gestito per tutto il Novecento la cantina Casali Vini di Scandiano. Il suo nome è legato al vino dei colli scandianesi, in particolare alla riscoperta dell’antico vitigno Spergola, ma sulle tavole dei reggiani è famoso anche un altro prodotto di punta dell’azienda di famiglia, il lambrusco Pra di Bosso.
Nel 1900 Giuseppe Casali (padre di Massimo) fondò una cantina a Scandiano per la produzione di vini. L’azienda nel 1960 venne poi gestita con grande impegno da Massimo assieme ai fratelli Osvaldo e Adelio e al nipote Giuseppe che costituirono successivamente la ‘Casali viticultori’ con sede nella frazione di Pratissolo. Dal 2014 è entrata nel nuovo grande gruppo vincolo ‘Emilia Wine’.
Ha dedicato la sua vita al vino e alla viticoltura, sua grande passione. Era anche un apprezzato sommelier. In questi anni ha continuato a prestare le sue consulenze in amicizia con i viticoltori della zona. Era principalmente addetto alla produzione dell’uva e ricopriva pure un ruolo commerciale recandosi nei ristoranti reggiani e dell’Emilia per la presentazione e la vendita dei propri prodotti. È stato inoltre tra i primi collaboratori della compagnia della Spergola per la valorizzazione di questo vitigno autoctono, patrimonio della zona.
Il sindaco di Scandiano ha espresso cordoglio e profondo dolore per “un amico e un grande testimone di Scandiano nel mondo, storico imprenditore dell’omonima cantina e instancabile professionista nel settore vitivinicolo con esperienze e capacità fuori dalla norma. Massimo era il più grande conoscitore del vitigno Spergola. Camminando tra i suoi filari antichissimi mi raccontava la sua passione e la storia di questo ‘gioiello’ scandianese. Anche a una sua intuizione si deve la nascita della compagnia della Spergola”.

Casali 320

 

Scandiano è una città di 26.000 abitanti nella collina reggiana e in piena zona del comprensorio delle ceramiche, poco distante da Sassuolo. Ha dato i natali a personaggi famosi tra i quali il poeta e letterato Matteo Maria Boiardo vissuto nel 15° secolo e lo scienziato biologo Lazzaro Spallanzani cui è intitolato uno degli ospedali più importanti di Roma e probabilmente il più noto in questo periodo di diffusione del virus Covid19. Il suo nome è legato al vino bianco DOC “Colli di Scandiano e Canossa” e vanta una ricca produzione di vino grazie alla presenza di storiche e importanti aziende quali, oltre a Bertolani e Casali, la Cantina sociale di Arceto, la cantina Tenuta di Aljano e la Cantina Cooperativa Colli di Scandiano, tutte aziende ben note ai collezionisti di capsule, di etichette e di bottiglie di vino.


Matteo Catellani